Il Generale Otto von Emmich studia il piano di attacco, © IWM, London

Gli Imperi Centrali avanzano sul fronte orientale

“La Bulgaria è pronta a marciare in guerra al fianco della Quadruplice Intesa, ormai manca pochissimo”. Ne sono convinti in Francia. Più scettici i circoli italiani, anche perché i bulgari stanno preparando fortificazioni e trincee al confine serbo e questo non lascia presagire nulla di buono. Per una volta avremo ragione noi.

Con la caduta di Brest-Litovsk si supponeva un rallentamento austro-tedesco sul fronte orientale, ma non è così: la battaglia infuria sempre più vicino a Vilnius; Grodno è stata conquistata; e i territori a est di Brody non navigano in acque migliori. I russi devono ritirarsi anche dal Sereth.

Tutto questo non può lasciare indifferente Pietrogrado: il 2 settembre il Generale Polivanov, Ministro della Guerra da appena un paio di mesi, diventa il nuovo Primo Ministro; sta per ruzzolare qualche testa.

La situazione però non è compromessa, il motivo è semplice ed è spiegato dal critico militare del Journal de Genève: “nessuno può credere attualmente a un’invasione generale della Russia, neanche nelle immaginazioni più fantastiche”. E’ troppo vasta, sconfinata.

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