Omicidio dell'Arciduca Francesco Ferdinando

Assassinio di Francesco Ferdinando d’Austria

L’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria viene assassinato a Sarajevo dal nazionalista serbo Gavrilo Princip.

In quel giorno di solenni celebrazioni in onore di San Vito e festa nazionale serba, Francesco Ferdinando e Sofia furono colpiti a morte mentre percorrevano in automobile le strade di Sarajevo in mezzo a due ali di folla, dalla quale furono sparati due colpi di pistola esplosi da Princip, giovane nazionalista membro della Mlada Bosna (Giovane Bosnia).

Nei mesi precedenti all’attentato Princip venne a contatto con il gruppo terroristico ultra-nazionalista Crna ruka (Mano nera), che mirava all’autonomia della Bosnia dal gioco austriaco, per diventare parte integrante della Serbia, e con questa organizzazione pianificò l’attentato.

L’arciduca e consorte, prima di essere uccisi, scamparono ad un primo attentato dinamitardo compiuto da alcuni complici di Princip, i quali mancarono il bersaglio e ferirono due ufficiali a bordo della macchina a seguito dell’arciduca. Accertatosi delle condizioni di salute dei feriti ricoverati in ospedale, Francesco Ferdinando proseguì la visita lungo la via principale parallela al fiume che attraversa la città, lungo il quale Princip ebbe l’occasione di portare a termine il compito prefissatosi[2]. Tuttavia ancora oggi non vi è assoluta certezza circa lo svolgimento esatto degli eventi principalmente a causa delle incongruenze nei racconti dei testimoni.

Il gesto fu assunto dal governo di Vienna come il casus belli che diede formalmente inizio alla prima guerra mondiale. Appena un mese dopo l’uccisione della coppia, il 28 luglio l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia[2], dando il via ad un conflitto senza precedenti nella storia, che avrebbe richiesto la mobilitazione di oltre 70 milioni di uomini e la morte di oltre 9 milioni di soldati e almeno 5 milioni di civili

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