Giorgio nasce a Torricella Sicura, nella provincia di Teramo, il 13 Aprile 1884 da Giovanbattista e Anna Angela Censoni.  Frequenta il liceo presso il Convitto Nazionale di Teramo per poi raggiungere Roma per iscriversi alla facoltà di giurisprudenza. Durante gli anni di università comincia a formarsi il suo pensiero politico, le sue aspirazioni di unità nazionale e matura quindi la sua adesione al Partito Repubblicano. Fu tra i fondatori nel Luglio del 1914 della Sezione Provinciale del Partito repubblicano “Pensiero e Azione” di Teramo e fu anche tra gli organizzatori del Comizio interventista indetto dalla stessa Sezione. Comizio che si tenne il 14 febbraio del 1915 nel Teatro Apollo di Teramo, con la partecipazione di oltre duemila persone e nel quale egli stesso presentò l’oratore Cesare Battisti.
In questo periodo pubblicò il primo volume della “Guerra Liberatrice”, primo tra i tre volumi che avrebbero costituito l’opera completa, e scrisse numerosi articoli pubblicati sulle testate dell’epoca, soprattutto sulla rivista “il Risveglio”, con la quale collaborava quasi stabilmente nel periodo antecedente alla dichiarazione di guerra dell’Italia.

Allo scoppio della guerra si arruolò volontario e fu destinato a Chieti come sergente istruttore e animatore di reclute. Ben presto verrà promosso prima a Sottotenente e poi a Tenente di Complemento. Con il 92° Reggimento Fanteria prende parte ai fatti d’armi del Novembre 1915 sul Col di Lana. Nell’Aprile del 1916 raggiunge il fronte del Passo Tre Croci e dal 6 al 19 Luglio 1916 partecipa agli attacchi contro la quota 2056 della Croda d’Ancona.
Dopo i fatti di Caporetto la brigata riceve ordine di ripiegare sul Piave e sul Grappa e di posizionarsi sul Monfenera. Giorgio cade all’età di 33 anni, durante un poderoso attacco austro-ungarico del Monfenera, il 22 Novembre 1917. Attacco che costò alla brigata circa 88 ufficiali e 1895 uomini fuori combattimento senza contare i numerosi dispersi. Lasciò la moglie Margherita e due figli.

Gli furono attribuite:
– La medaglia d’argento al valor militare il 10 Maggio 1919 con la seguente motivazione: «Si slanciava spontaneamente sulla linea del fuoco, e riorganizzati alcuni reparti rimasti privi dei loro ufficiali si poneva alla loro testa e li conduceva, con mirabile coraggio e fermezza, ripetute volte all’assalto incitandoli con parole e con l’esempio, finché cadde colpito a morte al grido di “Italia, Italia”»
– La croce di guerra al valor militare il 21 Settembre 1920
– La medaglia a ricordo della guerra 1915-1918 il 5 Febbraio 1921
– Il nastro azzurro dei combattenti alla memoria il 20 Ottobre 1932

Il Comune di Torricella Sicura gli dedicò una via del paese (dove ha sede la sua casa natale) e nel tribunale di Teramo è presente una lapide in sua memoria.

Anche il fratello di Guido, Saverio Vincenzo Romani, morì in guerra. Partì per mobilitazione all’età di 22 anni con il grado di sergente nel 29° Gruppo di artiglieria obici pesanti campali. Morì in seguito a tifo con broncopolmonite nell’ ospedaletto da campo n°100 a Castelfranco Veneto il 2 Dicembre 1918, quando ormai la guerra era conclusa.
I nomi di entrambi i fratelli sono incisi sulla lapide del monumento ai caduti delle due guerre mondiali posto nella piazza principale del paese.

Tutto il materiale è conservato da Grazia Romani, nipote di Giorgio, che ringraziamo per la disponibilità.

La nipote Grazia Romani ha dedicato un bel volume in ricordo del nonno, conservato nella sezione abruzzese della Dèlfico: Una vita breve : la guerra a Cortina e sul Grappa di Giorgio Romani, un eroe abruzzese / Grazia Romani. – Udine : Gaspari, 2012

  • Titolo

    Ritratti di Romani e della moglie realizzati da vari studi: in particolare quello di Romani con la bombetta realizzato dallo storico studio Lagalla di Teramo e il tondo con la moglie dei Fratelli Alinari.

  • Data

    Primo decennio del ‘900

  • Descrizione

  • Collocazione

    Archivio privato Grazia Romani

  • Fonti

  • Titolo

    Immagini dal fronte

  • Data

    1915-1917

  • Descrizione

    Queste immagini raccontano bene la vita del fronte: ci sono le trincee nevose, ufficiali in posa, cermonie religiose e militari, la mensa sottoterra per proteggersi dai bombardamenti. Una in particolare mette ben in evidenza lo scenario bellico, in particolare la Croda d’Ancona, a quota 2056, dove Romani combattè dal 6 al 19 giugno 1916.

  • Collocazione

    Archivio Privato Grazia Romani

  • Fonti

  • Titolo

    Paesaggi e ambienti intorno a Cortina d’Ampezzo

  • Data

    1915-1917

  • Descrizione

  • Collocazione

    Archivio Privato Grazia Romani

  • Fonti